La proposta d’acquisto: cos’è e come funziona

Se stai cercando casa hai sicuramente sentito parlare della proposta di acquisto in caso di interesse dell’appartamento visionato.

Una volta effettuata la visita della casa alla quale sei interessato, infatti, l’agente immobiliare ti chiederà se vuoi formulare una proposta ed in caso di risposta affermativa procederete alla compilazione della stessa.

Ma cos’è una proposta di acquisto?

E’ un modulo prestampato che ogni agenzia immobiliare deve avere per permettere al cliente di effettuare la sua proposta al proprietario dell’immobile. All’interno di questa proposta ci saranno i dati personali del proprietario, quelli dell’acquirente e i dati dell’immobile. Tale proposta viene firmata dall’acquirente e dall’agente immobiliare e, in caso di accettazione, anche dal venditore. A tale proposta si accompagna una caparra, ovvero un assegno che non verrà incassato fino all’accettazione della proposta.

In caso di proposta vincolata all’ottenimento di un mutuo, tale assegno verrà versato solo alla conferma dello stesso.

Se la proposta viene firmata da entrambe le parti queste non potranno più tirarsi indietro salvo il pagamento di una penale. In questo modo si tutela il venditore che ha la sicurezza di aver venduto l’immobile e l’acquirente che così non potrà temere che il venditore cerchi di vendere l’immobile ad un prezzo più alto.

Segue la proposta l’atto definitivo di vendita o rogito che si effettuerà alla presenza di un notaio.

 

Piazza Risorgimento e Scuola Garibaldi: uno sguardo ai nostri “vicini di casa”

Sono lì tutte le mattine, con la pioggia o con il sole. Accolgono ogni sera gli schiamazzi di bambini e il chiacchiericcio dei più grandi. Sono ormai parte integrante della vita quotidiana di chi vive o lavora da quelle parti: parlo della bellissima Piazza Risorgimento e della Scuola Elementare Garibaldi.

Ma cosa sappiamo di queste due colonne portanti del rione, a cavallo tra Libertà e Murat? Ecco qualche curiosità.

L’Edificio Scolastico Garibaldi iniziò la sua attività nel 1911, all’epoca le classi erano divise in femminili e maschili tant’è vero che anche l’uscita dei portoni era diversa: dal portone di sinistra uscivano i maschietti, da quello di destra le femminucce. rispettivamente con grembiulino nero i primi e bianco le seconde.

Purtroppo questa scuola non è sempre stata in attività: ha conosciuto un periodo di abbandono di ben 17 anni. E’ infatti stata inagibile dal 1986 al 2003.

Io, infatti, classe 1984, avrei dovuto frequentare quelle aule ed invece, anche se sulla pagella c’era scritto “Scuola Garibaldi” in quella scuola non ci ho mai messo piede e tutta la mia classe fu “temporaneamente” spostata alla Scuola “Principessa di Piemonte” in via Giovanni Bovio (“temporaneamente” dalla prima alla quinta elementare).

Nel 2003 finalmente il restauro a opera dell’Architetto Eugenio Lombardi e la rinascita di un edificio che negli anni aveva perso la sua bellezza anche a causa dell’abbandono della piazza stessa, diventata negli anni ’90 e nei primi anni 2000 un tristissimo parcheggio.
Oggi l’elegante struttura a due piani sormontata dal bellissimo orologio che ricorda un po’ quello del film “Ritorno al Futuro” guarda imponente quanto accade ogni giorno sulla piazzetta.

Piazza Risorgimento invece ha visto la sua rinascita una decina di anni fa e verrà ulteriormente ristrutturata entro il 2020 con una nuova illuminazione a Led.

Specie d’estate si popola giornalmente di bambini che giocano a palla, adulti che si riparano dal sole sulle panchine e che magari mangiano un panino dal chiosco.

Noi dalla nostra parte, ogni tanto sbirciamo quanto accade e ci godiamo questo angolo di Bari da cui, siamo sinceri, anche con tutti i suoi mille difetti, non andremmo via neanche per tutto l’oro del mondo.

E tu? Che ricordi o aneddoti hai da raccontare?

5 errori da non fare quando decidi di vendere casa

Hai appena deciso di vendere il tuo immobile? Magari è diventato troppo piccolo per la tua famiglia, troppo grande o semplicemente vuoi cambiare zona.
Bene, cosa fare adesso? Per non rischiare di perdere tempo occorre non commettere errori che possono sembrare banali ma che spesso troviamo negli annunci immobiliari privati e che spiegano il perché della mancata vendita. Vediamoli insieme:

1. Prezzo di vendita sbagliato.
Chi di noi non vorrebbe vendere il proprio immobile ricavandoci il più possibile! Occorre considerare però che l’offerta nel mercato immobiliare è vasta per cui, se altri immobili con caratteristiche simili al tuo sono in vendita ad un prezzo molto più basso vuol dire che la tua casa è oggettivamente fuori mercato e quindi invendibile! Tu compreresti qualcosa che puoi avere altrove a meno?
Come valutare la tua casa? Innanzitutto cerca di capire con esattezza di quanti metri quadri è composta. Dopodiché confronta il prezzo degli appartamenti della stessa metratura in vendita nella stessa zona. Non affidarti a personale tecnico che però non ha il polso del mercato immobiliare. I periti del tribunale, ad esempio, non conoscono i prezzi di mercato. Puoi richiedere invece una valutazione gratuita di un agente immobiliare che sicuramente avrà già venduto un immobile simile al tuo nella stessa zona. E’ infatti importante sapere qual è il target di chi vuole comprare la tua casa e cosa è disposto oggi a spendere per acquistarla e questo può saperlo solo chi tratta tutti i giorni con acquirenti.

2. Non dare le giuste informazioni sull’immobile.
“Evito di dire che non c’è l’ascensore magari poi gli piace comunque”. Può sembrare assurdo ma a qualcuno può capitare di pensarlo. Se l’acquirente vuole l’ascensore comunque non comprerà il tuo immobile quindi perché perdere tempo prezioso?
Scrivi sempre tutte le caratteristiche più importanti del tuo appartamento anche perché sono fondamentali per distinguerlo da ciò che c’è sul mercato. Se il tuo appartamento ha una doppia esposizione sarà preferito ad un immobile con la sola esposizione esterna, se c’è il riscaldamento autonomo è sicuramente più appetibile rispetto a quello centralizzato e così via.
In ogni caso non nascondere nulla anche perché una vendita non si può concludere se l’acquirente non è al corrente di eventuali problemi e si può incorrere alla nullità dell’atto con perdita di tempo e mancato guadagno da parte tua.

3. Non fare pubblicità o pubblicizzare nel modo sbagliato

Pubblicizzare il tuo immobile è la cosa più importante da fare anche perché è l’unico modo che hai per far sapere al potenziale acquirente che stai vendendo casa. Dato che, a differenza dell’agenzia, non hai una banca dati a cui rivolgerti, devi scegliere il modo giusto per essere visibile a più gente possibile. Puoi sfruttare i portali immobiliari, correndo il rischio però di vedere il tuo immobile in una posizione non ideale rispetto ad altri presenti nello stesso portale. Molto utile l’uso dei social network, diventati ormai di uso quotidiano per chiunque abbia uno smartphone (quindi quasi il 99% della popolazione) e che offrono buona visibilità. Anche il vecchio passaparola può tornare utile.

4. Presentare l’immobile in pessime condizioni
Chi sta visionando il tuo immobile sta cercando probabilmente la casa dei suoi sogni, dove dovrà abitare con la sua famiglia per tutta la sua vita o comunque per parecchi anni. Ma anche nel caso di un investimento si cerca una casa da affittare senza problemi, in poco tempo e ad un prezzo che assicuri un buon guadagno.
Tutto ciò che si vende deve essere attraente, e questo vale certamente anche per il tuo appartamento.
Se è una casa in disuso racchiudi in una scatola tutto ciò che può dare l’idea del disordine o che dia l’idea di un immobile in stato di abbandono.
Se ci abitavano persone anziane non far visionare l’appartamento con il vecchio letto, togli eventuali elementi come la sedia a rotelle, foto di famiglia, vecchie medicine, santini sui mobili ecc.
L’ideale sarebbe dare un’imbiancata ai muri, ma se non fosse possibile, anche lavare il pavimento e gli infissi può cambiare di molto l’idea che l’acquirente può farsi del tuo immobile.

5. Parlare troppo

Esordire con “Io la casa non la vendo a meno di…” non è proprio l’ideale. Così come parlare di continuo elencando i pregi dell’immobile può diventare controproducente.
Cerca di farla visionare quando i tuoi figli sono a scuola, se hai cani o gatti chiudili momentaneamente in una stanza, in modo che non distraggano il potenziale cliente dalla sua visita. E’ ideale stare in disparte e sapere ascoltare rispondendo solo alle domande degli acquirenti.

6. Non farsi aiutare da un professionista
Avevamo parlato di 5 errori. Ma spesso vendere casa da soli non è così semplice come si può pensare. E’ sempre consigliabile farsi aiutare da un professionista, anche perché l’agenzia immobiliare ti tutela durante la vendita: l’acquirente se vuole acquistare casa dovrà sottoscrivere una proposta di acquisto e rilasciare un assegno, intestato al venditore, come deposito cauzionale. Nei giorni successivi e comunque prima che il proprietario accetti la proposta, l’agente immobiliare si occuperà di tutti i passaggi necessari affinché la vendita si concluda senza alcuna problematica per entrambe le parti.